La vite ha origini antichissime, sembra che sia stata presente già dai tempi della Preistoria come pianta spontanea, inizialmente nella zona del Caucaso da dove si diffuse verso il Medio Oriente arrivando fino alla Grecia.
In Italia sembra sia giunta per merito dei Greci che la impiantarono principalmente al sud. Nelle regioni centro-settentrionali, la diffusione della vite avvenne invece per merito degli Etruschi.
I Greci furono però i primi ad interpretare questa pianta al giusto modo, cominciarono a coltivarla impiantandola sostenuta da pali, furono in un certo qual modo gli “inventori” del sistema di coltivazione ad alberello.
Oggi la vite è diffusa in molte parti del mondo, possiamo dire che per tradizione e qualità fanno ancora la parte del leone Francia e Italia, ma sia in altre parti d'Europa, sia in diverse zone del continente come gli Stati Uniti, l'Australia, il Cile , l'Argentina questa pianta è coltivata con grande successo.
Febbraio: emisfero boreale, Agosto: emisfero australe
Durante tutto il periodo invernale la vite può essere considerata in “letargo”. Il pianto è il primo segnale della ripresa vegetativa: con l'aumento della temperatura il terreno si riscalda, le radici iniziano a raccogliere acqua e la linfa comincia a circolare. Dalle incisioni della potatura invernale si evidenzia la fuoriuscita della linfa.
Marzo-Aprile: emisfero boreale, Settembre-Ottobre: emisfero australe
Con la temperatura superiore a 10° la gemma si ingrossa, i germogli si schiudono in tempi diversi, molto dipende dalla varietà della vite ma anche dal tipo di terreno. Se il terreno è argilloso (quindi freddo) questo processo sarà ritardato; se è sabbioso (più caldo) sarà invece accelerato. Intanto nel vigneto si continuano le operazioni di potatura e si “legano i capi” (cioè si assicurano le viti alle intelaiature di sostegno).
Aprile-Maggio: emisfero boreale
Ottobre-Novembre: emisfero australe
Una volta che le gemme si sono schiuse, si comincia a sviluppare il fogliame. Dopo la comparsa delle prime foglie, si formano i grappolini embrionali che si trasformeranno in seguito in acini.
In questo periodo si cominciano anche tutte le operazioni per prevenire parassiti e malattie e si distribuiscono sostanze fertilizzanti che apportano nutrimento attraverso le foglie. Queste operazioni vanno avanti fino al momento della vendemmia.
Maggio-Giugno: emisfero boreale
Novembre-Dicembre: emisfero australe
Con l'aumento della temperatura ed in base alla varietà della pianta avviene la fioritura che può durare una o due settimane. In questa fase la temperatura gioca un ruolo fondamentale,è necessaria una media minima giornaliera che va dai 15 ai 20 gradi, meglio se superiore ai 20. Inoltre la temperatura del terreno è molto più importante di quella dell'aria.
Giugno-Luglio: emisfero boreale
Dicembre-Gennaio: emisfero australe
Se la fioritura procede nel giusto modo, l'ovario femminile si ingrossa e ha inizio la formazione della bacca. Il numero di bacche per grappolo varia in base al tipo di vitigno, come il numero di bacche che effettivamente si trasformano in futuro in acini. Intanto in questo periodo di solito vengono eliminate le erbe infestanti dal vigneto e si esegue la potatura verde per eliminare i germogli non fecondati.
Agosto: emisfero boreale
Gennaio: emisfero australe
Dal momento in cui la polpa all'interno dell'acino si è formata, avviene un processo chimico che fa cambiare il colore delle bucce. Inoltre, il contenuto zuccherino aumenta notevolmente, l'acido malico diminuisce e aumenta l'acido tartarico che rappresenta l'acido primario dell'uva. Per i tannini inizia il momento dell'idrolizzazione: è un momento fondamentale perchè solo i tannini che hanno svolto questo processo potranno diventare tannini morbidi come quelli di un vino maturo.
Intanto si continua a salvaguardare la vite dai parassiti e si continua a diradare il fogliame per aumentare il circolo dell'aria evitando il rischio di muffe.
Agosto-Ottobre: emisfero boreale
Febbraio-Marzo: emisfero australe
Il periodo della vendemmia può durare anche due mesi. Molto dipende sia dalle varietà che dalle condizioni del tempo: i vitigni a bacca bianca maturano prima mentre i rossi più tardi.
Questa è l'ultima operazione che si compie nel vigneto, dopo inizia la caduta delle foglie la vite riprende il meritato riposo vegetativo.